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Nel dibattito sull'evoluzione dei sistemi produttivi locali, si inizia a riflettere in forma approfondita sul ruolo strategico della conoscenza, della formazione e dell'innovazione cioè sui modi e sulle forme con cui produrre e riprodurre saperi formali, saperi taciti diffusi, sistemi di competenze allargate e trasversali, professionalità poliedriche e forme evolute del fare impresa. Una delle chiavi di lettura di questi processi è la nuova economia che marginalizza parte dell'apparato tecnico–formativo, professionale ed economico–finanziario che ha sostenuto la precedente "onda lunga" fordista del processo di civilizzazione industriale e di disseminazione imprenditoriale. Nella nuova economia il fare impresa, comunità e territorio ha sempre meno a che vedere con “la voglia di fare” e con la "cultura del produrre" e sempre più con la capacità di competere attraverso la generazione di nuovi approcci culturali. D'altra parte, i mutamenti "antropologici" che attraversano il sistema di micro, piccole e medie imprese, che costituiscono l'ossatura del capitalismo italiano, interessano sia il rapporto con le reti lunghe della logistica, della finanza, dell'innovazione e dei mercati, che quelle più situate - le reti corte - riferite al mercato locale del lavoro, ai profili professionali e alla formazione delle risorse umane che accompagnano la riconfigurazione organizzativa e funzionale dell'impresa. Mentre nel passato l 'azienda era integrata verticalmente e ruoli, compiti e funzioni erano definiti in modo preciso e formale, con un'organizzazione che programmava e gestiva al suo interno lo sviluppo delle professionalità, o ggi sempre più le imprese acquisiscono in outsourcing prodotti o servizi specializzati. Questo mutamento ha comportato uno spostamento dalla “centralità del prodotto” alle “funzionalità” del coordinamento e del servizi, per cui il vantaggio competitivo va riferito e ricercato nella dotazione “culturale” dell'impresa e al capitale cognitivo, progettuale, creativo ed esperienziale della rete e del territorio di “appartenenza” dell'impresa. Di conseguenza, uno degli indicatori di vantaggio nella competizione è costituito da lla f ormazione realizzata sia all'interno delle imprese che nell'ambito del più ampio sistema territoriale. I mutamenti richiamati richiedono sia investimenti in nuove figure professionali, ma soprattutto la capacità, la volontà e la responsabilità di superare un tipo di formazione basato sul trasferimento passivo di abilità e competenze. Oggi, la formazione professionale deve caratterizzarsi come esperienza "culturale" basata sul trasferimento di "sensibilità", di un nuovo modo di porsi rispetto ai "problemi". Il punto di snodo è quello di contribuire alla formazione di "menti adatte" attraverso la condivisione di "approcci mentali" che consentano alle persone di aumentare il proprio grado di "flessibilità” e “adattabilità", la propria attitudine (mentale) ad essere, in prima persona, "solutori di problemi". In questa prospettiva, ART Srl – Analisi e Ricerche Territoriali - elabora e implementa progetti integrati relativi ad attività di:
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