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Il tema dell'utilizzazione delle risorse locali è stato variamente discusso in Italia, ed è cresciuta la consapevolezza dell'importanza che – tra le risorse locali – possono assumere quelle culturali e, pertanto, il profilo che progetti orientati alla valorizzazione del patrimonio culturale, delle produzioni tipiche e dell'offerta eno-gastronomia possono assumere nella qualificazione - secondo principi di sostenibilità - dei processi di sviluppo locale. L'identità culturale è da tempo analizzata e vista come un'opportunità, una risorsa importante per quei contesti “maturi” dove emerge la necessità di riconsiderare gli asset “fondamentali” dello sviluppo in relazione all'esaurirsi di quell'insieme di fattori (di natura antropologica, sociale, ambientale e così via) che avevano garantito un lungo periodo di crescita. Di fatto, ciascun contesto locale può contare su di una presenza, variegata ed arti colata, di patrimoni “culturali” di ordine archeologico, architettonico, ambientale, naturalistico, gastronomico, arti gianale etc. In questa direzione ha senso domandarsi se e come si possano individuare delle vie culturali allo sviluppo che possano accrescere la dotazione di capitale culturale del territorio e stimolare la nascita ed il consolidamento di attività imprenditoriali nei diversi settori dell'economia della cultura, del turismo, dell' arti gianato arti stico, della nuova agricoltura. D'altra parte, nella società che viene una quota crescente di scambi economici è riferibile alla commercializzazione di una vasta gamma di esperienze culturali che stanno diventando rapidamente il nucleo di un nuovo capitalismo fondato sull'accesso a esperienze culturali . E' possibile cercare di proporre una chiave unificante tra due aree tematiche - lo sviluppo locale e le tipicità culturali e territoriali – cioè riflettere sulla necessità di ogni area territoriale, di ogni piccola realtà economico-sociale, di analizzare e condividere le proprie vocazioni, i punti di possibile connotazione della propria identità futura e del proprio sviluppo? Ed è possibile, lungo questo filone di ragionamento, interpretare la cultura, i giacimenti culturali, le qualità intrinseche del territorio date delle forme materiali di relazione e di vita tra i suoi abitanti, non come un plus , ma come un elemento strutturale dello sviluppo sociale ed economico.? Certamente, va osservata la tendenza a coniugare il rapporto tra cultura e sviluppo locale nei termini interessanti, ma spesso anche riduttivi, di " economia della cultura " e di aziendalizzazione del sistema culturale. Una visione autocentrata sull'impresa culturale che assimila le risorse culturali a fattori produttivi su cui investire finanziariamente e formare professionalmente figure prioritariamente dedicate al suo marketing. Un'idea che pone attenzione ed enfasi sul raggiungimento dell'eccellenza imprenditoriale ed arti stica nel campo della gestione di beni culturali, ma che lascia in parte o del tutto aperto ed irrisolto il problema dello sviluppo socioeconomico del territorio e della crescita dei consumi culturali dei suoi abitanti. A fornire spunti di ragionamento e riflessione sulle vie culturali allo sviluppo vi è il tentativo di provare a misurare il livello di consumo culturale nelle province italiane correlandolo a sette indicatori. Dall'analisi classificatoria di tipo gerarchico sono state individuate nove gruppi di province che definiscono la Mappa dei Consumi Culturali arti colata tra:
Negli ultimi anni in Italia, a fronte della trasformazione strutturale di interi sistemi socioeconomici e territoriali, si sta manifestando una maggiore consapevolezza sul ruolo e sulla funzione che il patrimonio storico- arti stico–culturale può assumere nella definizione delle attitudini di un determinato territorio e sulle capacità - dirette ed indotte – di costituire un volano per la ridefinizione del modello di sviluppo. |
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